Non farci caso

Ho dei problemi di comunicazione. Lo so. Ma tu non farci caso.

Delle volte mi capita di parlare a Dio, e pur sapendo che lui mi capisce e anzi probabilmente conosce già quello che voglio dirgli, nonostamte questo, riesco comunque a confondere le parole. Fanno un giro strano nella testa poi mi si intrecciano sulla lingua e sul finire arrivano agli occhi, che strizzo cercando di ricordare cosa ho appena detto. E non so cosa dirti o come parlarti e quando dopo giorni ci penso, rimango ancora così con le parole che mi fluttuano in testa, e rimugino su ciò che non ti ho detto e su quello che avrei voluto chiederti.

Non sarebbe più semplice dirti che di te mi importa e che ti porto nei pensieri?

Tu, in che direzione vuoi andare?

I passi rapidi di chi ha molto da fare non si vergognano davanti al mio sguardo. Lui si chiede insistente il perché di tanta fretta, e io un po’ lo assecondo.

“Che poi alla fine arriviamo tutti nello stesso posto, no?” Mi sussurra scherzoso all’orecchio.

Io in un sorriso sospirato penso: “Chissà se a chi arriva prima daranno un premio…”

Contro i muri

Guardo le ombre delle persone proiettate dal sole. Combattono sui muri della piazza, sferrano pugni potenti fino a svanire e poi ritornano e sfidano altre molto più grandi di loro, alcune quasi sembrano giganti e un po’ spaventano pure me.

Gli altri affrontano battaglie invisibili e neanche lo sappiamo, e neanche, sappiamo se ne abbiano o no vinta qualcuna.

Lista delle cose che mi piacciono

1) Il profumo della buccia degli agrumi

2) L’odore del pane appena sfornato quello che ha una bella crosticina sopra un po’ infarinata

3) Il glicine

4) Passare tra un dito e l’altro le orecchie morbide del mio cane

5) Il cuscino fresco d’estate

6) I raggi del sole sulla pelle

7) Il rumore della pioggia che cade sui vetri

8) Passarti la mano fra i capelli

9) Quando mi fanno lo shampoo dal parrucchiere, (forse dovrebbe stare al primo posto).

Questa lista potrebbe subire aggiornamenti.!

Pensieri riflessi

Tu che ne sai, degli sguardi che si incrociano all’improvviso fra un sedile e l’altro del treno. Che ne sai dei pensieri riflessi sul finestrino. Dei visi abbassati, delle parole non dette e dei titoli di giornale di quel signore seduto davanti con la fronte imbronciata.

Che ne sai, sai solo di quello spazio tra te e il tuo mondo.

Filofobia

“Sono passati anni da quando ho incominciato a perderti. E non sai quanto mi sento libera, si, sto parlando di te, Controllo dei miei stivali”.

Ho perso il controllo, delle parole, dei gesti e delle mie azioni. E non potete immaginare le figure che ho fatto. A ripensarci, parecchie e le più strane, anzi quelle che mi hanno fatto “sembrare” una persona strana, con le persone che mi piacevano. Voglio farvi un appunto, se perderete il controllo, farete delle grosse figure di melma, ma non disperate, nel peggiore dei casi vi torneranno in mente e vi farete delle grosse risate. Ah, quasi dimenticavo! Ricordate di mettere in valigia l’ironia, è un amica simpaticissima, non potrete farne a meno, ma di lei vi racconto un’altra volta sennò mi perdo.

Dicevo. Caro controllo (con la c minuscola perché ora non sei più importante) ti ero così attaccata perchè avevo paura di mostrarmi per quello che ero, e tu eri sempre li a ricordarmi come dovevo comportarmi, che dovevo mangiare il pollo con la forchetta e che mai, mai avrei dovuto innamorarmi di qualcuno! (qui mi porto le mani sul viso, e come nel quadro di Munch, urlo: “Mii che paura”). Se il primo capitolo lo avrei potuto intitolare “Paura di amare”, il secondo capitolo lo chiamarei “Paura di essere amata” e qui ho bisogno di un minuto di pausa, per riprendermi dalla drammaticità che ogni tanto mi assale.

Fatto.

Allora riassuntino veloce: prima cercavo di eliminare le emozioni intense, perché le consideravo destabilizzanti e pericolose, e l’amore, è il principale nemico che ci rende vulnerabili. Poi avevo paura di perdere il controllo perché credevo di non poter essere amata per quello che ero veramente: ovvero, una persona strana.

Ma. Rullo di tamburi… oggi so che non è così.

Conoscete la filofobia? Be, ecco, è quella paura che ho vissuto io e che probabilmente avete provato anche voi. Le cause sono diverse, si può avere paura di ricevere un’altra delusione in amore, e non voler ricevere un’altra volta quel dolorosissimo pugno nello stomaco, oppure, talvolta, si ha paura di perdere la libertà. E sì, carissimi ho creduto che l’amore fosse un vincolo, un limite, un cappio al collo, una gabbia.
Ma oggi so che non è così, ho deciso di abbandonare il controllo senza sentirmi in colpa, perché insieme a lui ho lasciato anche la sua inseparabile amica. L’ansia. Solo così l’amore può scorrere libero nelle mie vene come i salmoni nelle valli di Comacchio.

Ironia a parte oggi so che l’amore non fa paura. E sono pronta a vivere tutta la vita al fianco di una persona meravigliosa con cui sarò fragile e coraggiosa. Un uomo che saprò amare e molto probabilmente saprò anche deludere, con cui potrò sognare e viaggiare con il quale non mi sentirò mai in gabbia. Ma anzi mi sentirò libera e amata.

NON HO PAURA DELL’AMORE

L’amore è la più grande benedizione che Dio ci ha dato.

E tu sei pronto per amare?

Mediocre

E se invece del successo puntassi a una vita mediocre.

Vorrei piantare un albero di pero, guardarne la fioritura dalla finestra di casa, e raccoglierne i frutti con un cestino di vimini, uno di quelli che la nonna usava per i funghi.

Vorrei una vita mediocre, che non corre, che non si stressa, una casa semplice, non mi serve tanta roba.

Saper cucirmi i vestiti da sola, fare le ceramiche che tanto mi piacciono, disegnare, cucinare cose buone e ridere con chi amo. Prendere quel bel sole rosso che tramonta mentre si ritirano i panni stesi.

Una vita mediocre insomma…